...di scale ed uscite

Per prima cosa un saluto dalla piovosa e triste periferia di Pordenone, poi volevo esporre al navigatore un quesito un pò bizzarro. Ieri sera uscendo dall'ufficio dove lavoro ho preso una decisione che potrebbe cambiare le sorti della vita. L'immagine a lato riporta fedelmente l'atrio del palazo dove lavoro. Le scale blu sono quelle che faccio ogni sera, mentre quelle rosse portano ad un'altra ala del palazzo. Davanti a queste scale si apre un portone e poi una porta scorrevole, quelle blu davanti alle scale blu sono quelle che scelgo io. O almeno quelle che sceglievo io fino a ieri sera quando in un momento di rara follia urbana ho deciso di uscire dalle porte rosse. Non so perchè l'ho fatto, mi è venuto così. Forse volevo rompere la routine o forse volevo provocare una piccola rivoluzione con questo gesto inconsulto, onestamente non me lo so spiegare. Fattostà che una volta uscito dalle porte mi son trovato a riflettere su cosa comporta questa scelta, chissà magari stavolta cambiando percorso ho evitato di andare a sbattere contro la porta scorrevole bloccata o magari ho evitato di inciampare sul tappeto o peggio potrei aver perso l'occasione di incontrare la donna della mia vita alle prese con la pulsantiera del citofono.
E adesso mi troverò a fare i conti con questa difficile scelta ogni volta che dovrò uscire dall'ufficio (all'andata fortunatamente non ho le chiavi per la porta rossa che dall'esterno presenta una solida serratura), potrei rimanere bloccato nell'atrio senza riuscire a trovare una valida motivazione che mi dia la forza di scegliere quale porta aprire.
Quindi caro lettore, dopo aver letto questo mio gravoso problema secondo te in una scala da uno a qualche milione quanto bisogno ho di ferie?





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