Che è (anzi era) lunedì mattina
I'm Shipping Up To Boston - Dropkick Murphys
Yeah!
Uno strano sacchetto dal Marghera Village
Da qualche giorno un mistero avvolge la placida esistenza di questo sacchetto di caramelle
Un misterioso predatore sta infatti decimando la popolazione di orsetti senza far distinzione tra età forma e colore. La polizia lascia aperta ogni pista ma voci di corridoio danno per molto probabile la presenza di un killer seriale nel sacchetto. Per ora sono stati sentiti dagli inquirenti la rotella di liquirizia e la cocacola frizzante che hanno però preferito non rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
p.s. non c'entra niente ma da qualche giorno sto acoltando la nuova Virgin Radio. Davvero niente male
Ghiradabarcamp
Su segnalazione di Micce invito tutti i lettori del mio blog al BarCamp del 22-23 Settembre in Ghirada.
Trovate tutte le info sul sito. Io farò del mio meglio per convincere un pò di gente a venire, anche solo per dare un'occhiata!
Una risposta che si perderà nel web
"Se il mio fondoschiena vale più di due lauree"
di MILA SPICOLA
CARO DIRETTORE, ad Adrian Michaels che sul Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti.
Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro?
Per quel che mi riguarda sono problemi che vivo ogni giorno, ma davvero ogni giorno. Ho 39 anni, sono single, due lauree, (una in architettura e una in conservazione dei beni architettonici), due master, uno in economia e uno in studi storici, una specializzazione in consolidamento, un dottorato di ricerca e ... un gran bel fondoschiena.
Ebbene sì, signori miei, il mio primo impatto con la classe "maschio italico" è sempre il suo sguardo insistente su quella "qualità" (a meno che non mi metto un bel burka) della quale io non ho nessun merito; nonostante il mio quoziente intellettivo, la mia cultura, la mia ironia, eccetera... ho un bel affannarmi a parlar di politica, a ricostruire le tappe del disfacimento etico della nostra attuale società, a discutere dei massimi sistemi, di pensioni, di Mozart, di cuneo fiscale, di travi in precompresso... La replica , nel migliore dei casi, è sempre "pure intelligente..." e sorrisino, nel peggiore uno sbadiglio.
E io penso: ma davvero sono così poveri di spirito? Poveri di argomenti con l'altro sesso? Assolutamente incapaci di confrontarsi su altri terreni che non siano quelli delle schermaglie sessuali? o anche amorose? In ogni caso la mia idea è, tranne qualche valida eccezione, "penso di te che sei solo uno scemo" e dio solo sa quanto vorrei essere smentita, visti i problemi che vivo. So anche che chi legge questa mail, se è un uomo, ha già alzato il ciglio. Potrei metterci la mano sul fuoco, così come lui poserebbe felice la mano su un mio gluteo. Scusatemi se sono sfrontata.
Allora io mi chiedo, cosa dovremmo fare noi mamme italiane con questi ragazzini maschi? perché il problema sono fondamentalmente loro; annegarli da piccoli? buttarli giù dalla rupe tarpea della selezione intellettuale? fargli sistemare la cameretta già a 8 anni così da capire che la parola "maschio" andrebbe sostituita con quella di "persona"?
Delle donne italiane caro signore, mi preoccuperei di meno. Le statistiche le danno sempre più brave nei risultati a scuola, sempre più agguerrite, più flessibili, più forti, forse sempre meno fornite di scrupoli... ma lei mi insegna: in una giungla di uomini davvero poco evoluti almeno tentano di ottenere qualcosa sfruttando le armi che rimangono loro. Quasi tutte le signorine svestite sono ben più consapevoli di quello che fanno , sicuramente il doppio anche del preparato professore che fa zapping in tv e si sofferma ad ammirarle. "Che male c'è?", direbbe la ragazza, ma anche il professore.
Ovviamente ho esagerato, ovviamente sono d'accordo con lei nel giudicare davvero orrendo, mortificante dell'intelligenza umana, un tale costume, un tale andazzo... ma toglierei da parte sua l'accento solo sulle donne e lo sposterei su ragioni e cause ben più complesse e variegate.
Lo sposterei sulla totale deriva di tutti i media italiani. Lasciamo perdere la tv, sulla quale si aprirebbe il baratro da lei già prospettato, ma, se lei si connette con la home page di un qualunque quotidiano sul web, a partire anche da Repubblica, troverà sempre una bella ragazza, possibilmente svestita, ben in vista. Immagino anche chi le sceglie tali foto: si tratterà di un solerte giornalista... di sesso maschile, al quale la redazione avrà detto "una bella fighetta ci sta benissimo, attira l'attenzione"; ancora troppo sfrontata? Del resto in Italia i giornali non fanno giornalismo, fanno mercato, e la domanda di tette e fondoschiena in vista è altissima.
Qua, caro signor Michaels, si tratta di vendere. Mica roba da poco. E gli uomini sono davvero come i bimbi mi sa, sembra un luogo comune e mi vergogno quasi a scriverlo. Del resto in Francia ha destato scalpore il servizio realizzato su una rivista di moda su una brava donna politica. Siamo alle solite: è più facile il compartimento stagno della bella/elegante/scema e brutta/malvestita/autorevole ergo intelligente. Bambini, indubbiamente. La complessità, signori miei è sempre più bandita, è sempre più difficile da accettare, da comunicare, da vendere.
Se io vado in cantiere con i tacchi a spillo attiro l'attenzione... non perché vado contro il decreto sulla 494, ma perché ho pur sempre una bella caviglia... e mi sogno di poter essere presa sul serio nel dare indicazioni sull'impianto elettrico. Se dico queste cose ad un uomo, o affronto un discorso del genere il meno che mi replica, è già successo del resto, è "cavolo quanto sei acida". Ma io non sono acida, sono peggio: furiosa. E a quel punto sapete come diventerei? petulante e nevrotica.. o meglio... magari oggi ho il ciclo. E festa finita." Tratto da Repubblica.it
Certo che denunciare una situazione di discriminazione sessuale usando una serie di luoghi comuni a me sembra un autogoal clamoroso (significativa l'introduzione con elenco di lauree, master e dottorati che dovrebbe qualificarla come ottima lavoratrice agli occhi del lettore). Soprattutto nei confronti di tutte le donne che infischiandosene del confronto uomo-donna si concentrano al massimo sul proprio lavoro dando il meglio di sè come persona e come lavoratore. Io credo che se la signorina dell'articolo badasse più al suo lavoro e meno ai suoi glutei probabilmente riuscirebbe a sentirsi gratificata sul lavoro in misura sicuramente maggiore.
Detto questo ci tengo a sottolineare che ogni tipo di discriminazione sul luogo di lavoro è assolutamente da condannare. Ma parlo di vere discriminazioni, non di egocentrismo a livello esponenziale.
Per finire, forse la signorina non considera il fatto che se vado su siti come Repubblica.it ci vado per leggere qualche notizia, se mi interessano tette e culi Google basta e avanza.
Ok, adesso potete iniziare a lanciare la verdura.
Factotum
La storia di Chinaski.
Guardatelo. Niente effetti speciali, suspance o incredibili colpi di scena, semplicemente la vita di un tizio che ha deciso di andare fino in fondo. Però guardatelo.
A me è piaciuto.
p.s. "La mia anima gonfia di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo" è un gran bel titolo per un racconto.
Sarà mica che ho voglia di fare rafting?
Niente da fare, non riesco ad aspettare e vedere cosa succede. La storiella di mettersi seduto sulla riva ed aspettare che il fiume porti qualcosa non mi va giù. Preferisco rischiare, risalire il fiume e fare una scelta quando trovo una diramazione. Buttarmi nelle cascate e saltare da un sasso all'altro quando c'è da attraversare la corrente. E pazienza se rischio di cadere in acqua o risalire il ramo sbagliato del fume.
Però un pò d'invidia nei confronti di chi comodamente seduto si può permettere di aspettare quello che il fiume gli porta e magari decidere anche di scartare quello che non gli piace c'è. Soprattutto quando la mia risalita mi porta ad accostarmi dal loro lato del fiume.
Sono questi i momenti che mi portano a rivalutare le persone che come me partono alla ricerca della fonte del fiume, sia di quelli che han condiviso con me un pò di strada ma anche di chi ha scelto un percorso diverso dal mio. E se il lato giusto fosse stato l'altro? E cosa fare con le scelte passate che non paiono più così valide se riviste oggi?
E fare un pezzo di strada a ritroso tornando indietro fino ad un bivio particolare è davvero una cosa da non fare mai?
From Lignano to Jesolo
Preoccupante il numero di mail che si accumulano nella casella di posta quando sto lontano dal computer una settimana. Settimana passata in completo relax tra mare, beach volley e caipiroske senza alcun riferimento temporale. Infatti stamattina non ho ben capito cosa ci faccio sveglio a queste ore della notte...
Per non farmi mancare niente, dopo una settimana di mare a Lignano ho fatto un giretto in quel di Longarone dove alcuni amici han deciso di rinverdire gli antichi fasti campeggiando ai lati del Live Music Festival di Erto, qualche centinaia di metri sopra la tristemente nota diga di Longarone. Bella serata, un pò di ciaccole, qualche moto e spero per i miei amici una nottata tranquilla!
Ieri sera invece Giulano Palma and The BlueBeaters al Terrazza Mare di Jesolo. Ci voleva proprio un concerto ska per chiudere degnamente questa settimana, anche perchè era una settimana che non toccavo spritz!!!
Il primo torneo di beach-volley non si scorda mai
Sulle note dell'ultimo album dei "The Killers" vi rassicuro sulle mie condizioni fisiche. Dopo una due-giorni di sport, sconfitte e qualche vittoria stamattina mi sono svegliato con un pò di male al collo e qualche lieve acciaccio, ma nel complesso felice di sapere che questa sarà l'ultima settimana di lavoro prima di una meritatissima settimana di ferie a Lignano.
Comunque in questi due giorni mi sono proprio divertito, ho vinto ed ho perso, ho mangiato un pò di sabbia ma anche 3 etti di pasta in quindici minuti, ho fatto rissa con una na(cag)netta bestemmiatrice incazzosa ed ho esultato come, e forse più, di Caressa dopo l'ennesimo gol di Jo, ho preso un sacco di sole ed ho mantenuto la media di una doccia ogni ora e mezza.
Io ci riproverei anche l'anno prossimo, sperando di non trovare nel nostro girone eliminatorio di beach volley le due squadre che arriveranno in finale, ma abbiamo un anno di tempo per migliorare!!!







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