Puntuale come la vendemmia
Ques'anno le hanno fatto anche un bel sito www.ombralonga.it quindi continuando il filone alcolico che sembra aver preso piede in questo blog, vi invito tutti domenica 15 ottobre a Treviso. Noi arriveremo in bicicletta verso le 14.
Secondo me una volta nella vita è da provare, il bicchiere di vino costa parecchio (tra 1,5 e 2 euro) e vi consiglio di portarvi qualcosa da mangiare da casa, però soprattutto negli ultimi due anni ho percepito più un'aria di festa che di ubriacatura generale. Si va in giro per Treviso e per una volta non si incrociano le solite facce e gli soliti sguardi. Temo un colpo di coda del " po po po po po po", ma con un bicchiere di rosso in mano credo di poter sopportare anche quello ;)
Paris Hilton e il Rich Prosecco
Qualcuno ne parlava già un paio di mesi fa, e ora farò arrabbiare qualcun'altro (che attualmene sta lavorando in una cantina trevigiana):
"Sì, esiste un Prosecco confezionato in lattina. Da 200 ml. Si chiama Rich Prosecco. L’ha creato Günther Aloys. Lo promuove la G.A. Workshop di Ischgl, nel Tirolo austriaco. Ne cura la commercializzazione la Rich Sales & Marketing di Memmingen, in Germania. Il tutto su licenza della Rich Corporation di New York, United States. Una multinazionale per il Prosecco in lattina.
Il bussolottino d’alluminio che lo contiene è dorato. Molto fashion. Un pezzo di design.
Si raccomanda di servirlo ghiacciato, il Rich Prosecco: «Eiskalt Serviert!». Sulla latta c’è scritto che viene dall’Italia. E per rafforzarne l’italianità, in alto, in rosso, si strilla «Vino frizzante», nella lingua di Dante. Direte: tutte balle. E invece viene proprio dall’Italia. Di più, dal Veneto. Meglio ancora, dalla zona doc del Prosecco coneglianese. Se andate a dare un’occhiate al sito www.richprosecco.com e optate (in alto a sinistra) per la versione inglese, leggete infatti copsì: «Rich Prosecco comes from the Cantina Colli del Soligo from Pieve di Soligo (Treviso)». Capito? Lo comprano nel Trevigiano. Mica chissà dove.
Se l’ho provato? Certo che l’ho provato, visto che me n’è stato fatto gentile omaggio (mica da Paris Hilton, che pensate?). E francamente non è da buttare. Il naso gioca su toni di frutto maturo (la pera, tipicissima dei Prosecchi veneti) e sulle note vegetali. Somiglia proprio a un Prosecco. Non ad un grande Prosecco, d’accordo, ma ci siamo. In bocca, poi, non è che ci sia da esaltarsi. La carbonica è un po’ grossolana. Però freddo fa la sua figura. È beverino. Neppure troppo dolce (poco più di un grammo di zucchero per litro: lo leggo sempre sul sito). Ed ha poco alcol: 10 gradi e mezzo, si legge sulla lattina (ma il sito del produttore dice che può arrivare a 10,8). Ha perfino la data di scadenza: va bevuto entro un anno. E poi in giro, credetemi, c’è di peggio, anche in certe trattorie della tradizione veneta che servono Prosecchi in caraffa."
" Insomma: c’è una fetta di pubblico che dei vini muscolosi e grassi e potenti non gliene frega niente, ma proprio niente. Vuole delle bevande. Con un pelo di alcol. Ma bevande. «The new sensational sparkling beverage», la nuova sensazionale bevanda frizzante: è così che si presenta il Rich Prosecco.
Chi bramasse assaggiarlo, sappia che non gli so dar consigli, se non quello d’andare a fare un salto in Austria. Credo che il Rich Prosecco lo si trovi facilmente. Stando al sito «this refreshing pleasure is available for EUR 1.99 to EUR 2.19 in stores, restaurants and gas stations». Da 1,99 a 2,19 euro in negozi, ristoranti e stazioni di servizio: non te lo tirano mica dietro. E anche questo è marketing. C’è da imparare, credetemi.
A proposito: nei primi quattro mesi di commercializzazione ammonta alla non trascurabile cifra di un milione il numero di lattine di Rich Prosecco vendute... "
Ma possibile che ci facciamo fregare anche il vino? Comunque ieri sera se ne parlava scherzando, ma il primo che brevetta lo spritz, quello vero però non quello che vendono adesso, in lattina secondo me fa i miloni.
Il rimembrar (non) m'è caro
Qualche settimana fa ho avuto il piacere di guardare una puntata degli Album di Marco Paolini. Verso la fine Paolini apre una parentesi e racconta del successo che l'ha praticamente investito dopo la famosa puntata sul Vajont di alcuni anni fa. Tra le varie lettere di stima o di offerta di lavoro ha trovato anche una lettera di una famosa università americana che lo invitava a partecipare ad alcune lezioni in virtù del suo ruolo di "Esperto in calamità naturali italiane". La lettera che Paolini ha recitato con un ottimo falso accento americano passava in rassegna tutte le calamità naturali e non che hanno colpito l'Italia negli ultimi trentanni: terremoti, alluvioni, frane, il Vajont, il fango di Sarno, le stragi ferroviarie e aeree, le bombe nelle piazze e nelle stazioni, gli attentati ai magistrati. E finiva con una frase emblematica: "Come avete fatto a rimanere vivi?"
La risposta di Paolini a questa domanda è stata "perdendo la memoria". Quella particolare dote che ci permettere di dimenticare in fretta delle cicatrici, soprattutto se non hanno colpito noi o qualcuno che ci è vicino. Perchè se siamo noi a rimanere feriti allora fondiamo comitati, mandiamo lettere di protesta, pretendiamo attenzione, ma se il dolore non ci tocca dimentichiamo tutto con una facilità paurosa.
E io, come dice Paolini, mi chiamo dentro, perchè tanto mi hanno colpito quelle parole tanto velocemente mi son dimenticato del loro significato. Ma quando ho letto i commenti di alcuni politici alla richiesta di discutere sull'eutanasia, quelle parole mi sono tornate in mente.
"Con tutto il rispetto, il capo dello Stato non dovrebbe lanciare messaggi e aprire dibattiti che spaccano il Paese e sono estranei alla nostra cultura. L'eutanasia - continua - è respinta dal centrodestra e non fa parte neppure del programma del centrosinistra, perché prima ancora di essere condannata dalla dottrina cristiana, è estranea alla nostra cultura nazionale. Il valore della vita è tra i fondamentali della nostra comunità nazionale e non dovrebbe essere proprio il presidente della Repubblica a metterlo in discussione"
Parlare di programmi politici davanti alla richiesta di uomo di smettere di continuare a vivere per puro accanimento medico è quanto di più schifoso ci possa essere. E solo una persona incurante delle sofferenze e dei dolori di un altro essere umano a lui estraneo può permettersi di parlare in questo modo. Perchè se la persona che chiedeva aiuto fosse stata qualcuna vicina all'l'ex ministro Gianni Alemanno, politica religione e cultura non avrebbero trovato posto nelle sue parole.
Le guide di Fornit: relazioni pubbliche in ambienti affollati.
Ahhn, ti te si!
Breve frase da esclamare quando all'entrata di un locale incrociate qualcuno che vi saluta calorosamente, ma voi non hai la più pallida idea di chi possa essere.
Se siete amanti del brivido potreste essere tentati di lanciarvi in un'interessante discussione con la succitata persona nel folle tentativo di trovare un qualsiasi indizio che possa aiutarvi ad identificarla. Ma siete proprio sicuri di volerlo sapere? E se per una volta nella vita la vostra mente stesse effettivamente lavorando per voi, nascondendovi qualche episodo poco piacevole? Magari era affianco a voi quella volta che ubriachi avete battuto il record di cannucce nel naso prima di ordinare qualcosa al banco? O forse non assomiglia a quella tipa che ha parcheggiato la macchina davanti al cancello dove stavate facendo plin plin alle quattro di mattina in pieno centro? O se fosse la tipa alla quale, dopo aver versato mezzo bicchiere di cabernet sulla giacca all'Ombralonga, avete giurato che per togliere il vino rosso dai vestiti basta strofinare l'indumento con un concentrato di limone, broccoli e semi di finocchio?
ComeVaTuttoBene? IoTuttoBene!!DaiCiBecchiamoDentroPerchèHoDegliAmiciCheMiAspettano!!
Definizioni
Dal dizionario FornitSomeFornus - Italiano:
Lunedì mattina: Periodo della settimana durante il quale si paga il fatto di avere un amico con la morosa barista in un locale in centro.
I'm singin' in the rain
E come dicevano i Radiofiera: Piò va.
"... go fatto na capea,
podeo portarmea drio
chea casso de na ombrea..."
Semplice come 30 milioni di dollari
Stando a quanto emerso fino a questo momento, MetaMachine ha deciso di uscire dalla causa intentata dai discografici arrivando ad un accordo con la RIAA, un'intesa che prevede il pagamento di 30 milioni di dollari e la cessazione della distribuzione dei client eDonkey2000, Overnet ed altri.Il sito ufficiale di MetaMachine, eDonkey2000.com, mentre scriviamo non risponde mentre sul sito dedicato eDonkey.com è apparso un messaggio, in inglese, che recita:
"Il network eDonkey 2000 non è più disponibile.
Se rubi musica o film, violi la legge.
Tribunali nel mondo - compresa la Corte Suprema degli Stati Uniti - hanno determinato che aziende ed individui possono essere perseguiti per il download illegale.
Quando scarichi illegalmente materiale coperto da copyright non sei anonimo.
Il tuo numero IP è (segue IP dell'utente, ndr.) ed è stato registrato.
Rispetta la musica, scarica legalmente.
Arrivederci a tutti".
Ci tengo a sottolineare un paio di cose:
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Morto un Papa se ne fa un altro
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I P2P closed source non hanno nessun futuro.
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Per scoprire il mio indirizzo IP non serviva dare 30 milioni di dollari alla MetaMachine
Proclami
da Repubblica:
Contro la scienza. "Fin dall'illuminismo, almeno una
parte della scienza s'impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo e inutile anche per la nostra vita". Parte da questa amara considerazione Benedetto XVI per riproporre il suo ragionamento su scienza e fede. "Ogniqualvolta poteva sembrare che ci si fosse quasi riusciti - ha rilevato il Papa - sempre di nuovo appariva evidente: i conti sull'uomo, senza Dio, non tornano, e i conti sul mondo, su tutto il vasto universo, senza di Lui non tornano".
La semplicità della fede. Benedetto XVI ha contrapposto la difficoltà delle teorie (anche quella evoluzionistica, dunque, alla semplicità del credere in Dio. La fede non è "un insieme di sentenze" né "una teoria". Al contrario è "semplice", perché "è sempre anche speranza, è la certezza che noi abbiamo un futuro e non cadremo nel vuoto, è amore perché l'amore di Dio vuole contagiarci". Benedetto XVI ha voluto ribadirlo oggi, davanti ai circa 350 mila fedeli presenti nell'Islinger Feld di Ratisbona.
La paura del mondo. La conclusione di Papa Ratzinger è poi che "chi crede non è mai solo, Dio ci viene incontro". Il Papa ha sottolineato che Dio, assumendo il volto umano di Gesù Cristo e sacrificandosi per il mondo, ha mostrato all'umanità che "non la lascia brancolare nel buio"; la sua ragione creativa, inoltre, "è amore. E' bontà e possiede un volto". Essere consapevoli della presenza di Dio nella vita quotidiana, ha spiegato, "salva dalla paura del mondo e dall'ansia del vuoto della propria esistenza".
Ahh il medioevo, quelli si erano bei tempi. C'era l'inquisizione, si bruciavano gli eretici e quei scienziatucoli che provavano a dire la loro cambiavano presto idea davanti ad un paio di tenaglie roventi.
A me sembra si stia preparando il terreno per un ritorno in grande stile, manca solo l'evento con la E maiuscola. Qualcosa che possa giustificare un fanatismo religioso senza regole e incurante delle proteste di pochi.
Sembra facile...
Grazie a Pollon per avermi lanciato l'invito!
I 5 film preferiti (o anche i 5 film che ho rivisto più volte):
Memento (perchè l'idea vale più del film)
The big Lebowsky (perchè è il Drugo)
Fuori orario (After Hours) (difficile trovare un perchè, però non riesco a non riguardarlo almeno un paio di volte l'anno)
Donnie Brasco (perchè... che te lo dico a fare?)
Pulp fiction (perchè ero indeciso tra questo e "Le iene" e forse meritava di più "Le iene")
I 5 libri preferiti (ne metto uno solo di King, giuro!!):
L'ombra del vento (Zafon)
I pilastri della terra (Ken Follet)
Chi è morto alzi la mano (Fred Vargas)
Q (Blisset)
Scheletri (King) qui dentro trovate tutto lo Stephen King di cui avete bisogno. E forse anche qualcosina in più.
Ed oraecco i 5 fortunati che dovranno cimentarsi in questo giochino:
Venerdì tardo pomeriggio
L'annunciata fine del mondo sottoforma di tromba d'aria e grandine non si è abbattuta su Treviso oggi pomeriggio, stupido io a credere ancora a quella sottospecie di negromanti che rispondo al nome di metereologhi.
Scopro che SportItalia ha acquistato i diritti per trasmettere le partite di Serie B e io che da qualche mese sfoggio in soggiorno il mio decoder digitale terrestre potrei quasi sperare di vedere un paio di partite in televisione. A dire il vero mia mamma ha capito prima di tutti in famiglia la vera natura del decoder, ossia fare da soprammobile. Per ora ha ornato l'aggeggio supertecnologico con un bel centrino in pizzo, ma presto farà la sua comparsa la prima piantina grassa affiancata in breve tempo da un esemplare unico di bomboniera matrimoniale.
p.s. Prima di cliccare su pubblica post ho dato un'occhiata fuori dalla finestra e ho visto diverse nuvole ammassarsi all'orizzonte. Quanto scommettete che quando esco da qui mi trovo nel bel mezzo di un nubifragio?
Sogno o sto delirando?
Un giorno vi racconterò di orsetti in giacca e cravatta che mi inseguono a bordo di skate volanti e di centri per le donazioni dell'AVIS nascosti in una villa nel cui parco si organizzano concerti rock, ma oggi vi racconto il mio ultimo sogno.
Purtroppo, o per fortuna, ricordo molto raramente i sogni che faccio la notte, solamente quando vengo svegliato un pò troppo bruscamente mi porto del mondo reale qualche frammento o qualche dialogo con i quali ricostruire l'intera vicenda.
I miei sogni assomigliano sempre a delle storie, con la particolarità di sembrare sempre legati ad altre vicende. A volte mi ricordo di una persona o di un luogo perchè "già visto l'altra volta" dove l'altra volta sta per "un altro sogno". Questa cosa mi ha sempre un pò turbato perchè non è bello scoprire che il tuo cervello vive un'altra vita mentre tu dormi.
Comunque passiamo al sogno di ieri, quelle in corsivo sono mie deduzioni che ho aggiunto mentre cercavo di ricostruire la storia.
"Sono in macchina con un collega e sto verosimilmente andando a lavoro (almeno così facevo fino ad un anno fa con questo collega) e stiamo percorrendo una specie di autostrada americana a 5-6 corsie. Dopo un pò tra chiacchere e svincoli, ci ritroviamo in una strada più stretta alla fine della quale c'è un ponte. Il ponte è di quelli che si alzano a metà per far passare le barche. Proprio mentre stiamo arrivando noi ad un'andatura piuttosto elevata il ponte inizia ad alzarsi. Sono tentato di passare dall'altra parte, ma alla fine desisto e mi fermo aspettando il passaggio della barca (cosa che però non ricordo di aver visto). Così mi ritorvo a piedi dall'altra parte del ponte e scopro di essere su un isolotto di medie dimensioni. (qui non ricordo più cosa succede ma probabilmente vago un pò per l'isola che scopro essere un quartiere della città con palazzi e strade). Mi ritrovo a correre verso la biglietteria (perchè da questa parte del ponte c'è la biglietteria) con la sensazione di essere in ritardo. Con il mio collega tornato al mio fianco facciamo il biglietto per l'attraversamento, ma non so perchè invece di tornare dall'altra parte ci fermiamo al baretto che si affaccia sul braccio di mare. Mentre il barman mi sta servendo qualcosa il mio collega mi avvisa con una certa urgenza che stanno per alzare il ponte e che noi dobbiamo assolutamente tornare indietro prima che questo avvenga. Io incurante, aspetto che il drink sia pronto (credo un martini con 4 o 5 olivette, cocktail che non ho mai preso in vita mia) e con il bicchiere in mano corro verso il ponte, bevo due generose sorsate in corsa, ma arrivo troppo tardi quando oramai il ponte si sta alzando (nel frattempo da ponte stradale a due corsie è diventato una passerella pedonale) . Tento addirittura di appendermi con le mani dall'altra parte ma rinuncio subito e atterrò di nuovo sull'isola. Però non mi arrendo e lanciando il bicchiere nell'erba mi butto in acqua e con uno zaino sulle spalle attraverso il tratto di mare. Arrivo sull'altra riva senza sforzi ma fataltà perdo lo zaino che placidamente naviga fino ad approdare sull'isola.
E qui mi girano i coglioni, (avevo proprio questa sensazione) quindi aspetto che si abbassi il ponte, tutto bagnato torno sull'isola, vado fino ad una piazzetta dove trovo lo ziano, corro verso la biglietteria, rifaccio il biglietto, la tipa della biglietteria mi avvisa che stanno per rialzare sto cavolo di ponte, esco di corsa e in effetti il ponte si sta per alzare ma al grido di "mò basta veramente però" spicco un balzo e ...
.. e il sogno cambia.
Ma cambia completamente storia, come se avessi fatto zapping in tv passando da un film ad un altro. La storia successiva però ve la racconto un'altra volta :D
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La tv non sarà più la stessa
Una delle poche cose che guardavo in televisione, ovviamente su La7, erano i documentari di quest'uomo. Altro che Piero o Alberto Angela, lui si che era un vero coraggioso. Aveva una tecnica speciale per catturare i coccodrilli e conosceva almeno venti modi diversi per far incazzare qualsiasi animale della terra.
Certo che morire per colpa di una razza tropicale non rende giustizia al gran personaggio che è stato. Nonostante questo in Australia sono in lutto nazionale.





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